Rapporto GRETA 2018 sulla tratta di esseri umani in Italia

Tratta Report

giovedì 31 gennaio 2019

Il 25 gennaio 2019 è uscito il nuovo rapporto del Gruppo di esperti del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani (GRETA) sull’attuazione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani da parte dell’Italia (secondo round di valutazione).

La relazione valuta gli sviluppi avvenuti nel Paese dalla data di pubblicazione della prima relazione di valutazione di GRETA sull’Italia nel 2014, dai quali emerge che nonostante l’adozione di nuove misure per combattere la tratta di esseri umani, alcune questioni continuano a destare preoccupazione.

I passi positivi compiuti dalle autorità italiane comprendono, per esempio, alcuni emendamenti al codice penale e l’adozione di una legge che rafforza la protezione dei minori non accompagnati, compresi i minori vittime della tratta. Tuttavia, GRETA teme che la legislazione recentemente adottata che esclude i richiedenti asilo dall’accesso ai centri di accoglienza rischia di lasciare le possibili vittime della tratta senza assistenza.

Altri sviluppi incoraggianti includono l’adozione del primo piano d’azione nazionale contro la tratta di esseri umani e un “programma unico per l’emergenza, l’assistenza e l’integrazione sociale delle vittime della tratta e dello sfruttamento”. GRETA accoglie con favore il notevole aumento dei finanziamenti di bilancio assegnati ai progetti contro la tratta di esseri umani e la creazione di più centri di accoglienza per i minori non accompagnati.

Un altro sviluppo positivo è l’adozione di linee guida per l’identificazione delle vittime della tratta tra i richiedenti protezione internazionale e il coinvolgimento di ONG specializzate nel processo di identificazione delle vittime.

Tuttavia, dal rapporto emerge come, nonostante il significativo aumento del numero di richiedenti asilo e migranti che arrivano nel paese, il numero di persone identificate e assistite come vittime della tratta di esseri umani in Italia sia rimasto intorno a 1.000. Di conseguenza risulta necessario incrementare gli sforzi per identificare proattivamente le vittime della tratta, in particolare a fini di sfruttamento lavorativo. Ciò richiederà il rafforzamento delle ispezioni nei luoghi di lavoro e la fornitura di una formazione supplementare all’ispettorato del lavoro, alle forze dell’ordine, ai pubblici ministeri e ai giudici.

Inoltre, GRETA esorta le autorità italiane ad adottare ulteriori misure per prevenire la dispersione dei minori non accompagnati ad aumentare il lavoro di sensibilizzazione per identificare i minori vittime di tratta nelle diverse forme di sfruttamento e sottolinea la necessità di istituire centri dedicati ai richiedenti asilo presunte vittime della tratta.

Per quanto riguarda la giustizia, GRETA esorta le autorità italiane ad adottare misure indirizzate a garantire che i reati di tratta di esseri umani siano indagati e perseguiti in modo efficace, portando a sanzioni proporzionate e dissuasive e a facilitare  l’accesso al risarcimento alle vittime della tratta.

La relazione sottolinea l’importanza di costruire partenariati strategici con le ONG e i sindacati, coinvolgendoli in azioni anti-tratta. Infine, il codice di condotta delle ONG che intraprendono attività sulle operazioni di salvataggio dei migranti in mare dovrebbe essere riesaminato al fine di consentire l’identificazione precoce delle vittime della tratta di migranti e rifugiati in mare e nei porti.

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